La ricerca è un inclinarsi verso l'oggetto della conoscenza, è andare fuori equilibrio, fuori da se; in questa tensione e desiderio appare la danza

 

La mia di ricerca pone l 'attenzione al concetto di vuoto indagando in quello spazio infinitesimale tra le cose, declinato nel tempo in interstizio, crepa, ferita, spazio libero tra il costruito, solco, soglia ...

Lo spazio tra le cose è quel luogo comune, forse quel luogo di tutti, in potenza e in attesa di nuovo movimento. Basilare il legame corpo-spazio tanto da porre nel processo creativo il primo in puntuali condizioni fisiche cosi che possa aprirsi al movimento, dialogare concretamente con lo spazio e  generare la danza. 

IN.COL.TO - PRATICHE DI BIODIVERSITA' 

progetto di ricerca sul movimento con il supporto di:  Workspace RicercaX 2019, PAV parco dell'arte vivente - Torino, Terzo Giardino - Firenze.

 

Un indagine che si pone nel desiderio di una sperimentazione e condivisione di pratiche corporee, focalizzate sulla complessità di come ci poniamo in relazione al vuoto e alle possibilità che la natura di questo apre.

 

Il primo riferimento sono gli spazi vuoti e abbandonati dal controllo dominante dell’uomo, luoghi di mezzo che costituiscono un territorio di rifugio per la bio-diversità,  e  il movimento carsico che avviene in quei paesaggi urbani interstiziali apparentemente liberi e vuoti. 

Pratiche corporee : elemento fondante di specifiche indicazioni per il corpo, cosi' che si possa abitare lo stesso paesaggio di movimento.

Abitare : azione di cura del paesaggio-spazio-territorio dato dall’ascolto del vuoto interno ed esterno ai corpi

Vuoto: quello spazio non costruito, quello spazio tra le cose tangibili, apparentemente scevro da ogni cosa, lasciato libero all’infinita ricchezza di possibilità, libero di essere abitato dalle biodiversità e cioè dalle possibili varietà di movimento del vivente, in questo caso l’essere umano.

Vuoto non come semplice negazione del pieno ma come entità esistente e concreta. Luogo dove assenza e presenza si legano.

Perciò nella pratica corporea, il movimento - la danza - che si genera, scaturisce da una costante negoziazione dei corpi che si pongono in ascolto e in relazione al vuoto e al suo tempo. La danza appare per ridefinire quel vuoto latente.

L’intento è di esplorare ed approfondire quali e quante pratiche esistono per arrivare a uno stato di presenza organica e emotiva di apertura ed espansione e possibile movimento nello spazio tra le cose  e quale altro paesaggio si genera all’interno di ogni singolarità e nella collettività .

Henry Lefevre afferma che“ In senso sociale lo spazio esiste solo in rapporto a un attività , in virtu del camminare o viaggiare” sottolineando l’importanza del rapporto tra spazio e corpo prolungando uno nell’altro fino ad arrivare a fonderli. Ed è proprio in questo tendere alla fusione, credere, attraversare, aprire il corpo al vuoto, allo spazio non conosciuto, che si manifesta la danza. La danza appare per ridefinire quel vuoto latente e il nostro corpo in quel limite tra specificità, forma, postura, spazio, tempo è presente sia nell’intensità che nella qualità.

http://www.ricercax.com/residenze/lucia-guarino

http://parcoartevivente.it

Lucia Guarino 

dancer  and  choreographer